Pre-diabetici: il modello ideale resta la dieta mediterranea

Il Diabete che deve preoccuparci non è solo quello che c’è oggi, ma anche quello che rischia di presentarsi col tempo. Abbiamo infatti tante volte segnalato il rischio che la malattia diabetica possa diventare una vera e propria “pandemia“.

 

Ebbene, oltre ai diabetici, non dobbiamo dimenticare che esistono tantissimi pre-diabetici, vale a dire tutti coloro i quali hanno un livello glicemico compreso tra i 100 ed i 126 mg/dl e che sono quindi a rischio fortissimo di sviluppare il diabete. In Italia non si conosce il numero esatto dei pre-diabetici e questa “cifra oscura” conferma un allarme che dovrebbe essere lanciato. Proprio di pre-diabetici e di prevenzione si è parlato allo scorso congresso internazionale dell‘ADA, la famosissima American Diabetes Association, che ha riunito per il suo settantaquattresimo simposio circa 14 mila esperti provenienti da tutto il mondo.

Focus del congresso: i pre-diabetici ed il loro regime alimentare. Indovinate quale regime è stato segnalato dai medici di tutto il mondo come l’optimum per la prevenzione? La nostra dieta mediterranea (ormai ci siete abituati).

La prestigiosa Harvard School of Public Health, in uno studio osservazionale, ha rilevato che modificando la propria dieta appena del 10 per cento si otteneva nei pazienti analizzati una diminuzione del 20 per cento di rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 in soli quattro anni. Benefici ancora maggiori abbinando l’attività fisica. In particolare, analizzando i modelli alimentari statunitensi, quello comprendente più frutta e verdura, cereali integrali, meno carni rosse, grassi saturi, sale e bevande dolcificate – modello dunque vicinissimo alla dieta mediterranea – si è dimostrato come il più utile a prevenire le malattie.

Non curanti di diventare ripetitivi, ci fa piacere come anche in un Congresso di importanza internazionale come quello dell’ADA di San Francisco si sia parlato di prevenire del Diabete tramite dieta ed attività fisica, in piena linea con ciò che sosteniamo da sempre al CMSO. Una conferma in più che questa è la strada giusta da seguire nel percorso verso la sconfitta definitiva del diabete come di tante altre malattie croniche.

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