• Disturbi del sonno ed apnee notturne: cosa fare in caso di OSAS (Sindrome delle apnee ostruttive del sonno)

Disturbi del sonno ed apnee notturne: cosa fare in caso di OSAS (Sindrome delle apnee ostruttive del sonno)

I disturbi del sonno sono molto più frequenti di quanto si pensi e non sono poche le persone che soffrono di apnee notturne, in grado di rendere il momento del riposo estremamente difficile. Il Dr. Carlo Iadevaia, specialista pneumologo del CMSO, ci spiega i dettagli della patologia OSAS (Sindrome delle apnee ostruttive del sonno) e come fare per curare questo tipo di problema che affligge le persone obese, ma non solo.

 

L’OSAS è una patologia caratterizzata da ripetuti episodi di collasso totale (apnee) o parziale (ipopnee) delle prima vie aeree, durante il sonno. Tale patologia può manifestarsi in tutte le fasce di età; negli adulti la fascia di età più colpita è quella tra i 40 e 60 anni. Le persone in eccesso ponderale o che presentano collo piccolo e stretto, malformazioni del naso e/o della bocca, palato stretto o lingua particolarmente grossa, sono a maggior rischio di presentare apnee notturne. I pazienti spesso non sono consapevoli di russare o di avere apnee; spesso sono i partner, allarmati da questi disturbi notturni, a sollecitare un controllo clinico. I sintomi diurni più importanti sono sensazione di sonno notturno non ristoratore, mal di testa al risveglio, bocca secca al mattino eccessiva sonnolenza diurna. I sintomi notturni sono russamento abituale, risvegli con senso di soffocamento, necessità di alzarsi ripetutamente per andare in bagno. Il paziente affetto da Apnee notturne è, inoltre, a rischio di eventi cardiovascolari come ictus, infarto cardiaco, ipertensione arteriosa non controllata da farmaci e aritmie cardiache.

L’esame indicato per la diagnosi di OSAS è rappresentato dalla polisonnografia (PSG). L’esame, consiste nella registrazione di una serie di parametri tramite un registratore portatile, una sorta di Holter del respiro. Per valutare la gravità dell’OSAS si calcola la frequenza degli eventi respiratori per ora di sonno (AHI, indice apnea-ipopnea) e, in questo modo, possiamo distinguere una forma lieve (5-15 eventi/ ora), moderata (15-30 eventi/ora), severa (> 30 eventi/ora)
La terapia di scelta per i pazienti affetti da Apnee notturne è un supporto respiratorio notturno chiamato CPAP. Terapia complementari sono rappresentata da calo ponderale in soggetti obesi, chirurgia del palato o del naso per correzione di eventuali disturbi o malfmorazioni; ORL Terapia posizionale: è noto come la posizione supina favorisca l’insorgenza di occlusioni delle vie aeree superiori; in casi selezionati è sufficiente far decombere il paziente in posizione laterale per ridurre drasticamente gli episodi apnoici e migliorare la qualità del sonno”. Il team di specialisti del CMSO e il Dr. Iadevaia sono a disposizione per i pazienti che vogliano risolvere finalmente i loro problemi con i sonno e con la respirazione. Prenotate la vostra visita per ritrovare il benessere nelle vostre giornate, anche e soprattutto quando siete tra le braccia di Morfeo.

Dr. Carlo Iadevaia
Pneumologo del CMSO

Disturbi del sonno ed apnee notturne: cosa fare in caso di OSAS (Sindrome delle apnee ostruttive del sonno)

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