Diete e Nutrizione: la “riabilitazione” della pasta, ecco i motivi

Postato da on luglio 8, 2016 in Nutrizione | 0 commenti

La pasta fa ingrassare? Se lo chiedono in tantissimi da sempre e non sono pochi, infatti, quelli che “demonizzano” questo alimento chiave della nostra dieta mediterranea. Eppure una ricerca italiana ha dimostrato di recente quanto questa affermazione sia errata. La pasta non sarebbe la diretta responsabile dell’aumento di peso ed il suo consumo moderato favorirebbe la perdita dei kili in eccesso.

 

Ora, prima di correre in dispensa a preparare vagonate di spaghettate estive, riflettiamo con calma sui motivi di tali affermazioni. La pasta di per sé non è un alimento “ingrassante” ma può essere contemplata nelle diete se consumata nelle giuste quantità. Non dimentichiamo questo aspetto imprescindibile, quello della quantità dei cibi consumati, che unito a quello della “qualità” rende un’alimentazione più o meno sana. I ricercatori molisani hanno spiegato nel loro studio che la pasta non dovrebbe superare le 10% delle calorie giornaliere totali.

Nella ricerca condotta dal Dipartimento di Epidemiologia dell’IRCCS Neuromed di Pozzilli (Isernia) e pubblicato Nutrion and Diabetes si dà una quantità limite che è quella dei 50 grammi al giorno. Sono stati analizzati ben 23mila pazienti e si è scoperto che i soggetti con IMC più bassi e miglior rapporto vita-fianchi consumavano pasta. Dunque quello che è un alimento principe della dieta mediterranea viene riabilitato con tanto di documentazione scientifica a dimostrazione della validità del nostro modello alimentare. Diabetici ed Obesi devono imprescindibilmente fare attenzione con questo tipo di alimento, ma ciò che è certo è che non costituisce il “peggiore dei mali” da bandire nelle diete. No alle demonizzazioni, sì al buon senso. Ben vengano dunque insalate di pasta estive, magari condite da buone verdure e via libera alle spaghettate in compagnia purché consumate con moderazione ed equilibrio. Da non dimenticare che ogni dieta, intesa come percorso alimentare, deve essere personalizzata e non può andare bene per tutti. La funzionalità non deve essere legata solo alla perdita di peso necessaria ma anche e soprattutto al sorriso e al benessere dei pazienti. Ed il benessere non si raggiunge attraverso le privazioni assolute…

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