Obesità da giovani: tra i rischi arrivano anche demenza senile ed Alzheimer

Postato da on settembre 12, 2014 in Notizie | 0 commenti

Non ci stanchiamo di riportavi le ricerche, che si sommano settimana dopo settimana, sulle conseguenze negative dell’obesità e sulle patologie ad essa collegata. C’erano già tutte le avvisaglie, ma è arrivata negli ultimi giorni la conferma chel’obesità a trenta o quarant’anni porterebbe poi in età avanzata alla demenza senile e all’Alzheimer. Sul Postgraduate Medical Journal è stata pubblicata la prima relativa ricerca che spiega come l’età sia fondamentale per stabilire il rischio futuro.

 

I ricercatori dell’Università di Oxford hanno esaminato i registri ospedalieri di tutta l’Inghilterra, per un periodo di ben 12 anni, raccogliendo i dati sulle diagnosi di obesità e quelli relativi alle morti successive e le correlazioni con la demenza. Dei 451.232  pazienti obesi, quelli rientranti in un’età compresa tra i 30 e i 39 anni, presentavano un rischio relativo disviluppare demenza di ben 3,5 volte superiore rispetto ai coetanei non obesi. Dato però fondamentale rilevato è la riduzione del rischio con l’aumentare dell’età: dai quarant’anni in su il rischio scenderebbe del 30% o più a salire fino ad età superiori. L’alto rischio di demenza e Alzheimer nei più giovani è spiegato dagli scienziati con l’impatto dell’obesità sulla salute cardiovascolare e in presenza di malattie come il diabete.

La ricerca britannica non è che una conferma di ciò che da sempre sosteniamo: la prevenzione non ha età. Una malattia come l’obesità non va soltanto curata a 360° quando il problema si presenta, ma va soprattutto prevenuta attraverso uno stile di vita sano. Non è raro purtroppo, nell’esperienza del nostro centro medico specialistico, incontrare ragazzi giovani che soffrono di obesità e che più di altri, secondo gli ultimi studi, rischiano gravi complicazioni con l’età.

Riteniamo dunque che le raccomandazioni su dieta equilibrata ed esercizio fisico non debbano riguardare soltanto i cinquantenni e coloro che intravedono la “pancetta” dopo una certa età, ma soprattutto le giovani generazioni, spesso trascurate.

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