Dimagrire: conta anche l”orario” del pasto?

Postato da on febbraio 6, 2013 in Nutrizione | 0 commenti

Non esiste un “orario” specifico che favorisca il dimagrimento, ma uno studio su 420 persone obese ha dimostrato che chi mangia dopo le 15 dimagrisce meno e più lentamente. Dunque per dimagrire sembra sia importante non solo cosa e quanto si mangi,  ma anche “a che ora”.

Lo studio dei ricercatori del Brigham and Women Hospital della Tufts University e dell’Università di Murcia, in Spagna, pubblicato sul Journal of Obesity e che spiegato come mangiare dopo le 15 influisca in maniera negativa sul metabolismo umano, in  quanto viene intaccato il ciclo circadiano dell’organismo.

420 individui in sovrappeso (il 49,5% donne) sono stati divisi in due gruppi (i mangiatori cosiddetti “precoci”, che pranzavano in un qualunque momento prima delle 15, e quelli definiti “tardivi”, che mangiavano invece dopo le 15) e hanno seguito una dieta per 20 settimane: il risultato è stato una minor perdita di peso dei mangiatori tardivi rispetto a quelli precoci, con tempi di dimagrimento decisamente superiori. Oltre all’ora di assunzione dei pasti, è stato considerato anche il ruolo di ormoni come leptina e grelina e la durata del sonno, senza grandi differenze fra i due gruppi esaminati.

Sul concetto del necessario “stacco temporale” fra colazione e pranzo non superiore alle 3/4 ore – concordano molti esperti, tra cui il dottor Gianfranco Beltrami, docente della facoltà di Scienze Motorie al’Università di Parma, il quale spiega come« frazionando le calorie su cinque pasti, i tre principali e due spuntini, si evitano i picchi ipoglicemici e si ingrassa meno, tanto che alle persone che mi dicono di non poter mai pranzare prima delle 15 consiglio sempre di fare uno spuntino sostanzioso alle 10.30 e di mangiare meno a pranzo, così da distribuire le calorie in modo più uniforme. Del resto, già precedenti studi avevano rilevato come, a parità di introito energetico, ci fossero sostanziali differenze nel dimagrimento a seconda che si mangi nella prima o nella seconda parte della giornata, perché nel primo caso il metabolismo è più elevato e si brucia di più, mentre nel secondo è più rallentato e quindi si tende ad aumentare di peso, quindi questa ricerca non è che la conferma di quanto già si sa, sebbene forse meriterebbe un maggior approfondimento, magari aumentando il gruppo di controllo».

Il professor Andrea Ghiselli, ricercatore dell’INRAN (Istituto nazionale Ricerca Alimenti e Nutrizione) ritiene che l’orario del pranzo possa allora essere la “spia di qualche altra cosa”, intendendo i risultati di questo studio come una “base da cui partire per approfondire tutti gli altri meccanismi legati alla perdita di peso”.

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