Ipertensione: allarme dall’Organizzazione Mondiale della Sanità
Il 7 aprile si è celebrata la Giornata Mondiale della Salute 2013. Tema principale di quest’anno il silente nemico dell’ipertensione. Sono infatti nove milioni ogni anno i decessi causati da questa patologia e moltissimi sono coloro che non sanno di soffrirne. Per tale motivo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) si pone nel Global Plan of Action (2013-2020) l’obiettivo di rendere la popolazione più consapevole su cause e conseguenze
della patologia, di aumentare la prevenzione tramite lo screening, ed invita i governi a prendere provvedimenti perché l’accesso a detto screening sia il più ampio possibile.
Gli esperti dell’OMS consigliano di cambiare lo stile di vita riducendo il consumo di sale, seguendo una dieta bilanciata, evitando abuso di alcolici, muovendosi di più e rinunciando al fumo. Combattere la pressione alta significa ridurre il rischio di infarto, ictus e problemi ai reni, complicanze alle quali è strettamente collegata. Ancor più va monitorata da chi è affetto da diabete in quanto può determinare cecità, irregolarità nel battito cardiaco e malattie cardiovascolari.
La geografia dell’ipertensione colpisce in quanto inaspettatamente comprende anche paesi meno industrializzati come l’Africa, dove oltre il 45% degli adulti è affetto alla patologia. In Italia invece il 30% degli adulti tra i 40 e gli 80 anni è iperteso, ma purtroppo solo la metà sa di esserlo ed un quarto si rivolge al medico.
Anche la Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa, come l’OMS, si è prefissata un obiettivo significativo: nei prossimi 4 anni di arrivare al 70% dei pazienti con un soddisfacente controllo pressorio (<140/90 mmHg).


