Tiroidite di Hashimoto: diagnosi e cura

Postato da on ottobre 16, 2013 in Endocrinologia | 0 commenti

La Tiroidite di Hashimoto – o tiroidite cronica autoimmune – è tra le cause più comuni di ipotiroidismo. In Campania si sta registrando nell’ultimo periodo un aumento significativo della patologia. Abbiamo chiesto al Prof. Dott. Francesco Orio, consulente del CMSO Specialista in Endocrinologia e Diabetologia, Professore Associato di Endocrinologia dell’Università “Parthenope” di Napoli e premiato come “miglior endocrinologo italiano al di sotto dei 40 anni”, qualche chiarimento a riguardo.

 

Professore, quali sono i caratteri distintivi della Tiroidite di Hashimoto rispetto alle altre patologie tiroidee?

“Può essere asintomatica, ma nella grande maggioranza dei casi i pazienti o meglio le pazienti arrivano con stanchezza, rallentamento di tutte le funzioni del nostro organismo, intolleranza al freddo ed incremento del peso legato all’ipotiroidismo che ne consegue. Non dimentichiamo però che l’ipotiroidismo spesso può essere preceduto da una fase contraria, ossia di ipertiroidismo, che talvolta passa inosservata dai pazienti, perché dura temporalmente di meno e causa i sintomi opposti a quelli enunciati sopra, ossia: dimagrimento, tachicardia, intolleranza al caldo, sudorazione, diarrea e soprattutto stato di ansia e di agitazione, ossia l’accelerazione di tutte le attività del nostro organismo”.

La patologia di Hashimoto sembra colpire maggiormente le donne. Concorda con quest’affermazione?

“Assolutamente sì. La patologia tiroidea autoimmune è a favore del gentil sesso con un rapporto di 3 a 1 cioè con una netta prevalenza del sesso femminile su quello maschile”.

Che sintomi comporta ed in che modo viene diagnosticata la Tiroidite di Hashimoto?

Può essere asintomatica, soprattutto quando il soggetto si trova ancora in eutiroidismo, cioè con normali valori di ormoni tiroidei, ma ciò accade raramente, perché prima o poi chi è colpito da tiroidite svilupperà segni e sintomi legati appunto al danno che questa patologia esercita sulla ghiandola tiroidea.

I sintomi possono essere: l’incremento del peso, la stanchezza, l’astenia muscolare, la sonnolenza, la difficoltà alla concentrazione, la stitichezza, ossia tutti sintomi legati alla ridotta funzione della tiroide, che prende il nome di ipotiroidismo.

La diagnosi è molto semplice: va praticato un dosaggio degli ormoni tiroidei, del TSH e degli anticorpi anti-tiroide e soprattutto va praticata una buona ecografia della tiroide. Infatti oltre la funzione della ghiandola, che si studia con la valutazione ormonale appena citata, è importante e di fondamentale importanza verificare la struttura, l’anatomia, la morfologia della tiroide, per escluderne la comparsa di noduli, che si associano spesso alla tiroidite oppure l’ecografia serve a confermare la diagnosi presunta e quindi lo stato infiammatorio della ghiandola tiroidea”.

 

Quale terapia deve seguire chi è affetto dalla patologia?

“Potrebbe anche non praticare alcuna terapia se è in eutiroidismo, cioè se i valori degli ormoni tiropidei e del TSH (che è l’ormone prodotto dall’ipofisi che controlla e regola la ghiandola bersaglio, ossia la tiroide) sono nella norma; viceversa se, come nella grande maggioranza dei casi, si associa un ipotiroidismo, ossia un cattivo o scarso funzionamento della ghiandola tiroidea, allora va praticata una terapia sostitutiva con tiroxina, che è proprio uno degli ormoni (la T4) che è normalmente prodotta dalla nostra tiroide in condizioni di fisiologia”.

Sono ad oggi state individuate le possibili cause della malattia? Quanto conta l’ereditarietà?

“Le cause non sono ancora note, vi sono tuttavia diverse ipotesi, tra le quali la più accreditata sembra essere l’incremento della radioattività. Non vi sono poi dati certi, ancora, sugli inquinanti ambientali, i cosiddetti “endocrine disruptors”, che sono oggetto di studi attuali, soprattutto in Campania, terra devastata dall’emergenza rifiuti.

Il meccanismo principale è senz’altro l’autoimmunità, ossia gli anticorpi della tiroide “impazziscono” e reagiscono verso il tessuto ghiandolare tiroideo provocando una sorta di autodistruzione.

L’ereditarietà è un altro fattore importante; si parla infatti di eredo-familiarità, ossia un soggetto che è affetto da tiroidite cronica autoimmune o tiroidite di Hashimoto, ha una probabilità molto alta che anche un suo familiare (soprattutto, genitori, fratelli o nonni) ne siano ugualmente affetti ed è proprio a questi parenti stretti del paziente che va consigliata almeno un’ecografia della tiroide per poter discriminare e diagnosticare precocemente e preventivamente, prima dell’insorgenza dei sintomi su menzionati, tale patologia che ha assunto negli ultimi anni una frequenza altissima nella popolazione del sud-Italia ma non solo, direi dell’Italia intera”.

È possibile “prevenirla” adottando accorgimenti sullo stile di vita?

La prevenzione può essere fatta in modo semplice ed efficace: sottoponendosi a controllo specialistico endocrinologico, cioè praticando un’ecografia della tiroide ed un prelievo per gli ormoni: FT3, FT4 e TSH e gli anticorpi anti-tiroide, così da poter scoprire preventivamente lo stato infiammatorio della ghiandola ed intervenire laddove fosse necessario con una terapia adeguata”.

 

Giovedì 24 Ottobre 2013 presso il Lloys Baia Hotel di Vietri Sul Mare (Salerno), nell’ambito del XVII Corso di Aggiornamento Post-Specialistico in Endocrinologia, organizzato dal prof. Francesco Orio,

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sarà consegnata una Borsa di Studio intitolata alla memoria di Franco Orio, già Primario Ospedaliero di Endocrinologia per oltre 20 anni e docente universitario, antesignano dell’endocrinologia campana.

Il Corso di Endocrinologia, Diabetologia ed Endocrinologia ginecologica è giunto ormai alla sua 17° Edizione e si rivolge quest’anno ai medici

di medicina generale, agli specialisti endocrinologi, ai diabetologi, agli internisti, ai ginecologi ed ai pediatri. L’interesse di quest’anno risiede nel trattare argomenti di stringente attualità, quali le patologie della tiroide, l’osteoporosi, il diabete, considerata una vera e propria pandemia per i paesi industrializzati, cosiddetta malattia del benessere e causa di complicanze gravi, quali infarto ed ictus che purtroppo vede la Regione Campania tra le più colpite da tale patologia in quanto fortemente associata all’obesità.

Un appuntamento da non perdere per gli addetti ai lavori e per la cittadinanza tutta.

 

 

 

 

 

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