Osteoporosi: un problema solo femminile?
In molti pensano
l’osteoporosi sia
un problema escluvamente femminile correlato alla menopausa. Sicuramente le percentuali più alte di incidenza della malattia riguardano le donne, ma è altrettanto corretto ricordare come anche il sesso maschile venga colpito, seppur in percentuali minori. Così come nelle donne il calo di estrogeni segna la perdita di massa ossea, altrettanto negli uomini il calo di testosterone col tempo determina in parallelo un progressivo declino della massa ossea, rendendoli non esenti dalle fratture dell’osteoporosi.
Gli ormoni dunque giocano anche in questo caso un ruolo decisivo e complesso, considerata la loro capacità di influenzare l’osteocalcina. L’invito a prevenire l’osteoporosi – “fragilità ossea” integrando l’alimentazione con calcio e vitamina D, facendo attività fisica, eliminando il fumo… può esser quindi tranquillamente esteso anche al sesso maschile! Altrettanto consigliabile è la MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata) del calcagno, esame velocissimo e indolore, volto a misurare la mineralizzazione ossea. Da quest’esame è possibile sapere se si debba o meno correre ai ripari per recuperare densità ossea tramite terapie ormonali e farmacologiche o se si debba solo dare una sterzata al proprio stile di vita.
Prevenire è dunque un gesto che, specialmente nel caso dell’osteoporosi, non può ammettere distinzioni di sesso.

