• Diabete tipo 2 e yogurt: ancora uno studio che conferma riduzione del rischio associata al consumo

Diabete tipo 2 e yogurt: ancora uno studio che conferma riduzione del rischio associata al consumo

Con le dovute cautele, come sempre, ci ritroviamo ancora una volta di fronte ad uno studio che “promuove” il consumo di yogurt per il suo importante ruolo nella prevenzione del diabete di tipo 2. L’Harvard School of Public Health associa il consumo di yogurt alla riduzione del rischio di diabete del 18%.

 

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista BMC Medicine. Nello studio i dati di  200 mila persone raccolti in 3 diversi studi. I partecipanti hanno compilato dei questionari sulle loro abitudini alimentari e sulle proprie malattie croniche. Con un aggiornamento di ogni due anni, si è scoperto che chi consumava uno yogurt al giorno vedeva ridursi del 18% il rischio del diabete di tipo 2.

L’interpretazione della ricerca, come negli altri casi, non deve essere nel senso di doversi rimpinzare di yogurt per scansare il pericolo di diabete; anche perché gli studiosi sottolineano come sia un particolare elemento contenuto nello yogurt (non presente nel latte di cui lo yogurt è derivato!) ad avere questo effetto e non l’alimento in sé. Lo spunto giusto è quello di consumare alimenti, come appunto lo yogurt, che mantengano in salute l’intestino e lo aiutino determinando ripercussioni positive su tutto l’organismo, compresa la possibilità di proteggersi dalle malattie come il diabete. Non è la prima ricerca che promuove lo yogurt nella prevenzione del Diabete: col tempo scopriremo sicuramente perché sia tanto prezioso.

Per ora limitiamoci al consumo abituale, senza esagerazioni, e soprattutto prediligendo le versioni magre e senza aggiunte zuccherine (creme, marmellate, cereali caramellati) altrimenti rischiamo di ottenere con queste ultime l’effetto contrario.  Al CMSO non si consiglia “un” solo singolo alimento,ma un regime alimentare – o meglio uno stile di vita alimentare –   “ritagliato” su misura intorno alle esigenze del paziente.

Nessun Commento